Teatro della Cometa
 


il CRAL INPS D.G. presenta

TUTTINSCENA 2008
22° edizione
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STAGIONE TEATRALE 2008 - 2009

dal 26 settembre al 19 ottobre
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I 39 Scalini
The 39 steps è un’esilarante commedia teatrale tratta dall’avvincente giallo di John Buchan e dal memorabile film di Alfred Hitchcock. In cento minuti di divertimento ingegnoso quattro attori interpretano più di 39 ruoli, dando vita a una storia di spionaggio ricca di avventure, inseguimenti spettacolari e colpi di scena. Londra. Durante uno spettacolo teatrale in cui si esibisce Mister Memoria, Richard Hannay, un giovane canadese, incontra una donna che dice di chiamarsi Annabella Smith - nome chiaramente falso - che gli chiede di ospitarla a casa sua. La donna confessa a Richard di essere una spia, ma la notte stessa verrà assassinata con un coltello piantato nella schiena da alcuni individui penetrati nella casa. Annabella fa in tempo a mostrargli una cartina della Scozia con indicata una località. Prima di morire parla anche dei “39 scalini”, una congrega di pericolose e spietate spie con a capo il professor Jordan, un losco personaggio senza molti scrupoli. Richard si sente in pericolo di vita e decide di raggiungere la Scozia quando la polizia inglese, subito dopo la scoperta del cadavere nella sua abitazione, inizia a dargli una caccia spietata. Comincerà per Richard una lunga fuga che lo porterà di volta in volta in un convegno politico, in una casa abitata da un vecchio avido e manesco, nella brughiera scozzese, in un albergo gestito da una simpatica donna e addirittura nella casa del nemico. Abbiamo tutti gli ingredienti del thriller: lo spionaggio, l’innocente accusato di un delitto che non ha commesso, la fuga, e il protagonista che alla fine viene completamente scagionato.

 

di
John Buchan
con
Franco Oppini
Nini Salerno
Urbano Barberini
Barbara Terrinoni

regia
Maria Aitken

dal 21 ottobre al 9 novembre
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di
Rupert Holmes

con
Ennio Coltorti
Gianluca Ramazzotti
Cinzia Mascoli
e con
Adriana Ortolani

scene
Gianluca Amodio

regia
Ennio Coltorti



 
Complici
Complici, ritmo e atmosfere da thriller-comedy, è una di quelle storie che tengono con il fiato sospeso, dove si ride e si cerca di capire come andrà a finire.
Una moglie progetta l'omicidio del marito con la complicità del suo amante… oppure è l'amante che vuole uccidere la moglie con l'aiuto del marito?
Un triangolo diabolico per questo pluripremiato thriller che per quasi due ore spiazza, disorienta, ma nello stesso tempo, diverte e affascina.
Una sorta di "scatola cinese" dove tutto quello che si vede non è come appare, dove ogni personaggio non è quello che dice di essere ma nasconde varie identità. Infatti, se l’inizio della piéce sembra seguire le più classiche regole del giallo - interessi, odi, omicidi, sesso, trappole etc. - il proseguio della storia svela invece come spesso tutto ciò che sembra non è e tutto ciò che è, spesso non sembra.
Complici insomma conduce attori e spettatori in un esilarante labirinto fatto di alleanze, tradimenti e apparenze, che si scompongono e ricompongono sempre più velocemente fino a rivelarci nel finale una dimensione che in una pièce teatrale si stenterebbe a credere possibile.

Questo testo, percorso da una tagliente ironia e sostenuto da una prosa vivace, ha ottenuto in patria un successo senza precedenti e vanta il prestigioso Edgar come miglior thriller degli ultimi tempi.

L’autore, Rupert Holmes, noto giallista e musicista, è conosciuto in Italia per la trasposizione cinematografica del suo best seller Le false verità, presentato a Cannes la scorsa stagione con protagonista Kevin Bacon.

dal 10 al 30 novembre
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Sugo Finto
Due sorelle zitelle, Addolorata e Rosaria, trascorrono la propria esistenza in un continuo ed esilarante scambio di accuse reciproche. Addolorata, amante di telenovelas, soap e reality, è la più incline alle novità e tenta in tutti i modi di convincere la sorella ad aprirsi al mondo. Rosaria, al contrario di Addolorata, è chiusa a riccio in sè stessa e solo la sua avarizia è comparabile alla grettezza di sentimenti, che prova nei confronti del mondo intero. La vita delle due sorelle procede stancamente, scandita dalle continue liti e incomprensioni, finchè un giorno Addolorata viene colpita da un ictus. Gravemente menomata è assistita da Rosaria, che finalmente può vendicarsi dei soprusi subiti per tutta la vita dalla sorella. Rosaria inizia così a raccontare quotidianamente, all’immobile e muta sorella, di come sta dilapidando il cospicuo tesoro accumulato in banca, in anni di sacrifici e lavoro. Addolorata, adotta contro la sorella l’unica arma che ancora le resta e inizia a rifiutare cibo ed acqua arrivando quasi allo stremo delle forze. Rosaria capisce allora che le rimane una sola strada: l’ennesima resa. Si rende conto che ormai non può più fare a meno della presenza dell’altra perché la sua vita non avrebbe più senso, torna sui suoi passi e china la testa di fronte all’ormai inespressiva sorella. Addolorata ha avuto ragione ancora una volta e uno svelto guizzo della sua lingua, che attinge nel cucchiaio di minestra che Rosaria le porge, è il suo defintivo, muto, grido di vittoria.


 

di
Giovanni Clementi
con
Paola Tiziana Cruciani
Alessandra Costanzo

regia
Ennio Coltorti
dal 2 dicembre al 4 gennaio
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di
Peppino e Titina De Filippo
con
Luigi De Filippo
Ivana D'Alisa, Simona Di Nardo, Ingrid Sansone
Feliciana Tufano, Luca Negroni, Giorgio Pinto
Antonio Buonanno, Massimo Pagano, Tiziana Tirrito

scene
Salvatore Michelino
costumi
Maria Laura di Monterosi
regia
Luigi De Filippo

 
Quaranta, ma non li dimostra
Questa divertente ed appassionata commedia andò in scena per la prima volta nel 1933 al Teatro Sannazaro di Napoli interpretata da Eduardo, Peppino e Titina De Filippo. Fu subito un grandissimo successo che contribuì in modo determinante all’affermazione del talento dei fratelli De Filippo sul piano nazionale.
Commedia divertente poiché tratta con garbata ironia l’impegno del protagonista, don Pasquale, vedovo e padre di quattro figlie, a trovare marito alla sue figliole ed in particolare alla più grande di loro, Sesella, ormai quarantenne.
Commedia appassionata poiché è proprio il racconto della “passione” di Sesella verso le sorelle, dell’amore rispettoso verso il padre, la casa, la famiglia e il ricordo della madre perduta, ad esaltare questo personaggio di “zitella”, angelo della casa, e a farne la preferita del padre tanto ansioso di trovarle finalmente un marito.
Non è la vicenda di una donna che, come si usa oggi, si è “rifatta” la faccia dal chirurgo plastico. È la storia di una donna importante, per il bene che riesce a dare a chi le sta vicino, anche a costo di sacrificare se stessa.

Luigi De Filippo, ormai riconosciuto come il più autorevole rappresentante del Teatro napoletano di grande tradizione, dopo aver interpretato più volte e con grande successo negli anni passati questa commedia, la ripropone al pubblico d’oggi in questa nuova edizione, con il proposito di far conoscere una delle gemme più preziose del Teatro dei De Filippo.

Un Teatro sempre attuale, sempre coinvolgente perché racconta con umorismo, ironia e sofferta partecipazione la vita dell’uomo.
dal 6 al 25 gennaio
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Les Bonnes
Les bonnes trae spunto dal caso delle sorelle Papin, che negli anni ‘30 sconvolse l’opinione pubblica francese: due domestiche a servizio presso una ricca e facoltosa famiglia borghese uccisero atrocemente la loro padrona e sua figlia.
Nel testo di Genet le sorelle Claire e Solange amano e odiano la loro padrona (Madame) e sognano di ucciderla.
Ogni sera, quando la padrona è assente, in un perverso gioco delle parti in cui a turno una prende le sembianze di Madame, l’altra quelle della servasorella, inscenano la stessa cerimonia il cui epilogo è proprio l’assassinio della Signora.
Poco dopo veniamo a sapere che una di loro, Claire, ha spedito delle lettere anonime alla polizia che hanno condotto in prigione Monsieur, l’amante di Madame.
Una telefonata le informa però che Monsieur è stato rilasciato per mancanza di prove e rimesso in libertà provvisoria.
In seguito a questa sconfitta e temendo di essere scoperte, Claire e Solange decidono di uccidere veramente Madame con una tisana avvelenata.
Ma visto che anche quest’ultimo tentativo fallisce le due bonnes decidono di farla finita e di eliminarsi attraverso l’ultimo rituale suicidio-omicidio: una di loro berrà il tiglio avvelenato che si è fatto servire dalla sorella.


... una favola nera, in bilico tra l’angoscia di esistere
e la corazza dell’ironia, costruita sulla forma mista di
un realismo lirico e allucinato, dove reale e irreale si
confondono in un’atmosfera onirica da incubo magico.
Una favola sul teatro che osa vestirsi da passato
per rivolgersi al presente e che non teme di voltarsi
indietro per guardare più avanti...


 

Franca Valeri
Annamaria Guarnieri
in
LES BONNES
con
Patrizia Zappa Mulas
di
Jean Genet
scene
Alessandro Chiti
costumi
Gianluca Falaschi
musiche
Marco Podda
luci
Gigi Ascione
uno spettacolo di
Giuseppe Marini

dal 27 gennaio al 22 febbraio
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Michele La Ginestra
in
SECONDO ME
di
Michele La Ginestra
con la collaborazione di
Adriano Bennicelli
con
Sergio Zecca
Marco Zadra
Andrea Martella
regia
Michele La Ginestra

 
Secondo Me
È la storia di un bambino con una grande passione per il legno che lo spinge a lasciare gli studi e a frequentare Giuseppe, un falegname che ha la bottega vicino alla sua casa.
Gli anni passano; Giuseppe ha una figlia, Maria, che si innamora di quel ragazzo introverso.
I due giovani si sposano e nasce un figlio, che si chiamerà Giuseppe, come il nonno falegname.
Anche lui, come il padre, trascura gli studi per seguire la sua grande passione: il calcio.
Diversi anni dopo ritroviamo il giovane Giuseppe, in procinto di diplomarsi, coinvolto in una rissa fra tifosi durante una trasferta della sua squadra del cuore...


Una storia fatta d’amore, di fede e di profumi,
il profumo del legno e il profumo del pane...
Si ride e si piange come nella vita,
con la speranza di trovare un sorriso
che ci conforti nei momenti più difficili...


dal 24 febbraio al 15 marzo
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Il Diario di Eva
Nel 1859 Charles Darwin pubblicò “L’evoluzione delle specie”. Lo fa dopo alcuni anni di incertezze e reticenze ben immaginando il putiferio che avrebbe scatenato con la sua rivoluzionaria tesi scientifica che fa discendere l’uomo dalla scimmia attraverso la selezione naturale. Chissà come la prese Emma, la devota moglie di Darwin, che proprio non arrivava a capire le idee dell’amato consorte.
La poetessa Carol Ann Duffy ce ne dà un folgorante ritratto umoristico quando gli fa liquidare il marito in tre righe: “Siamo andati allo zoo e gli ho detto: “C’è qualcosa in quello scimmione che mi fa pensare a te!”. E intanto continua a curare il loro lussureggiante giardino dove crescevano e si mescolavano ogni specie di piante e d’uccelli, insetti e altri tipi d’animali; Eden “domestico” che secondo alcuni fu la vera fonte d’ispirazione del grande biologo per ipotizzare la legge dell’evoluzione, confermata poi dagli “esotici” viaggi alle Galapagos.

Una quarantina d’anni più tardi Mark Twain, il grande scrittore umoristico, pubblica il delizioso “Diario di Adamo ed Eva”, un’opera leggera ma fortemente ironica con cui l’autore sembra reagire al clima pesantemente antidarwiniano scatenatosi nella puritana America.

In questa cornice polemica ed al tempo stesso umoristica il Diario viene riproposto oggi attraverso l’ironia di un’attrice brillante ma sagace come Lucia Poli, non nuova alle incursioni teatrali nella letteratura anglosassone, che si ritroverà impegnata in un divertente pastiche in bilico tra Charles Darwin, Mark Twain e, perché no, Piergiorgio Odifreddi, con qualche piccante ammicco a Lady Chatterley ed al suo adamitico amante.

 

Lucia Poli
in
IL DIARIO DI EVA
o come Darwin ci cacciò dall’Eden
uno spettacolo di
Angelo Savelli
liberamente ispirato agli scritti di Mark Twain e Charles Darwin
con
Stefano Gragnani
Simone Faucci
scene e costumi
Mirco Rocchi
regia
Angelo Savelli

dal 17 marzo al 5 aprile
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scritto e diretto da
Alessandro Prete
con
Alessandro Prete
Giuseppe Sanfelice
Gianluca Soli
Josafat Vagni
scene
Valentina Troisio
 
Il Sogno di una Vita
Manuel: lo scrittore.
Il più introverso e il più maturo del gruppo.
Renzo: il prete.
Il più sensibile.
Yuri: il sindacalista.
Il più in più dubbio con se stesso.
Simone: l’avvocato.
Il più cinico e vulnerabile.

Quattro ragazzi, cresciuti insieme in un orfanotrofio, si ritrovano, ormai trentenni, in occasione di una spiacevole circostanza: la grave malattia di uno di loro. Dopo un’infanzia difficile che ha cementato la loro amicizia, i quattro giovani hanno preso strade diverse: uno fa lo scrittore e il poeta, un altro è avvocato, un altro ancora fa il sindacalista ed infine l’ultimo è diventato prete. Percorsi diversi, esistenze diverse, ognuna con le proprie gioie e dolori. Ed ora, al capezzale dell’amico malato, si trovano costretti a confrontarsi con il problema della morte, ognuno con le proprie idee, soluzioni, riflessioni, caratteri; e a confrontarsi con la propria vita, una vita che fino a quel momento sembrava conquistata, acquisita, una cosa garantita, una “cosa” e basta… E proprio di fronte a questa situazione limite, per assurdo, prende corpo, significato e valore per ognuno di loro…. il sogno di una vita.

dal 14 aprile al 3 maggio
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Non per Soldi ma per Denaro
Cosa può capitare a un uomo che conduce una vita tranquilla, con una bella casa, una moglie affettuosa e un lavoro sicuro, se per caso al posto della sua valigetta che contiene tutti i giorni le stesse cose, dai fogli di lavoro al panino imbottito, se ne trova in mano un'altra identica con dentro un milione di euro?

E se poi subito dopo viene a sapere che è stato appena trovato il suo cadavere legato alle sponde del Tevere con i piedi colati nel calcestruzzo?

Di tutto e di più... Da uomo tranquillo e rassegnato si trasforma in un adrenalinico personaggio incontenibile.

A casa lo aspettano la moglie e una coppia di amici per festeggiare il suo compleanno. Ed è proprio lì, tra le mura domestiche, che iniziano i primi equivoci, a cui si aggiungerà l'arrivo della polizia e una miriade di situazioni assurde.

Un’esilarante farsa dal meccanismo perfetto, che si diverte a esasperare la realtà assopita nel quotidiano sicuro.

Personaggi irresistibilmente comici alle prese con il grottesco degli eventi, avvolti e coinvolti da un umorismo senza fiato che offre al pubblico la possibilità di ridere sulle assurde sorprese che a volte la vita ci propone.
 

di
Ray Cooney
con
Fabio Ferrari
Edy Angelillo
Gianluca Ramazzotti
Cinzia Mascoli
e con
Stefano Antonucci
Roberto Mantovani
Giancarlo Ratti
scene costumi
Gianluca Amodio
Elena Palella
regia
Gianluca Guidi

dal 5 al 24 maggio
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di
Domenico Starnone
con
Gaia De Laurentis
Felice Della Corte
e con
Pietro De Silva
Riccardo Barbera
Silvia Brogi
Paolo Perinelli
regia
Claudio Boccaccini


 
Sottobanco
Ultimo giorno di scuola, è tempo di scrutini nella 4° classe di un istituto tecnico alla periferia romana.
Le cose vanno decisamente male: per fatiscenza è crollato il soffitto della biblioteca e il consiglio di classe è costretto a riunirsi nei maleodoranti locali della palestra per dibattere sul destino di una classe irrequieta e bizzarra, dove spicca la presenza imbarazzante di un allievo che, a causa del suo comportamento, dividerà i giudizi dei professori.
Il dibattito diventerà fatale pretesto per scatenare accuse, recriminazioni, rese dei conti derivanti da gelosie e rancori pregressi. Ma, tra meschinità e pettegolezzi, vi sarà anche spazio, imprevedibilmente, per la nascita di un amore fra due insegnanti particolari: la professoressa Baccalauro e il professor Cozzolino.
Dopo quasi venti anni dal suo debutto, la fortunata commedia dell’ex-professore Domenico Starnone, che ha avuto anche una trasposizione cinematografica, continua a essere una esilarante e feroce occasione di riflessione sulle problematiche vecchie e nuove di una scuola che ancora non riesce a decollare: dalla demotivazione dei professori che talvolta sfiora l’ignoranza, alle piccole e serpeggianti forme di corruzione, dal malcostume studentesco agli equilibrismi del corpo insegnante fatto di doppiolavoristi, madri di famiglia in perenne servizio, quarantenni che corteggiano le studentesse, etc..
Ma se la scuola soffre di molti mali, se ne può anche ridere, e davvero di gusto: il cinismo con cui Sottobanco affronta un così delicato argomento crea fatalmente situazioni di esilarante fraintendimento, trasformando lo spaccato di un’istituzione sull’orlo della crisi in una narrazione che corre sul filo continuo della risata.

 
 
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